mercoledì 21 giugno 2017

Segnalazione campo volo Torlino Vimercati

Riportiamo di seguito la segnalazione inviata da Legambiente Alto Cremasco e Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori - Coordinamento Cremonese, Cremasco, Casalasco relativamente al campo volo di Torlino Vimercati.


Premesso che
 Ex Art. 1 comma 1 DECRETO 1 febbraio 2006  Norme di attuazione della legge 2 aprile 1968, n. 518, concernente la liberalizzazione dell'uso delle aree di atterraggio, per «aviosuperficie» si intende un'area idonea alla partenza e all'approdo di aeromobili, che non appartenga al demanio aeronautico.   Ex Art. 701. Codice delle navigazione. Le aviosuperfici, ivi comprese le elisuperfici, sono aree, diverse dagli aeroporti, non appartenenti al demanio aeronautico e sono disciplinate dalle norme speciali, ferme restando le competenze dell'ENAC in materia di sicurezza, nonche' delle regioni, degli enti locali e delle altre autorità secondo le rispettive attribuzioni. I comuni, nell'esercizio dei poteri di pianificazione urbanistica, tengono in considerazione le finalità aeronautiche proprie delle aree private adibite ad aviosuperfici site nel proprio territorio.  Le aviosuperfici, in altre parole sono infrastrutture aereonautiche. Infatti, ex art. Art. 713 – Codice della Navigazione, le aree in prossimità di aviosuperfici o di impianti aeronautici destinati al servizio della navigazione aerea possono essere assoggettate dall'ENAC alle limitazioni previste dagli articoli 709 e 711 a tutela dell'interesse pubblico. Enac può porre vincoli alla proprietà privata e alla pianificazione territoriale per eliminare “ostacoli alla navigazione” e, ex Art. 709 Codice Navigazione, costituiscono ostacolo alla navigazione aerea le costruzioni, le piantagioni arboree, i rilievi orografici ed
                                         in genere le opere che, anche in virtù delle loro destinazioni d'uso, interferiscono con le superfici di rispetto  Le piste di partenza e decollo delle automobili sono identificate come “infrastrutture di carattere generale” nel Decreto Min. Infrastrutture e Trasporti 1/2/2006 (aggiornato al 9/4/2014)


Premesso altresì che

 Ex art. 10, comma 1 a) del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia Costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire: a) gli interventi di nuova costruzione  Ex art. 3 comma 1 e) – 3 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato è da considerare come “intervento di nuova costruzione"  Ex art. 12, comma 1 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia Il permesso di costruire è rilasciato in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente  Ex Allegato B Progetti sottoposti alla verifica di assoggettabilità a VIA. 4-p della LEGGE REGIONALE 2 febbraio 2010, n. 5 Norme in materia di valutazione di impatto ambientale (B.U.R.L. 4 febbraio 2010, n. 5) la realizzazione  di un’aviosuperficie con superficie maggiore di 2 ha deve essere sottoposta alla verifica di assoggettabilità a VIA (Provincia autorità competente)

Si segnala che
 In data 8/5/2014 ENAC  ha riconosciuto e inserito nell’elenco delle infrastrutture aereoportuali/avio-eli-idro superfici nazionali l’AVIOSUPERFICIE  Puntovolo Torlino, con pista e le relative strutture site in Torlino Vimercati s.p.n.2-Cascina Fiumicella, gestite dal sig Luca Vaccarini  (http://moduliweb.enac.gov.it/Applicazioni/avioeli/Avio_04.asp?selaeroporto= 862)
                                          Il Puntovolo Torlino secondo le indicazioni presenti sul sito web dell’aviosuperficie (www.puntovolotorlino.it) ha una pista la cui estensione è pari  a 600 x 40 metri e un Hangar dalla superficie di 2.120 mq: vi sono poi club house, parcheggio e strada di accesso (v. www.puntovolotorlino.it )  L’area complessivamente individuata e classificata come avio/elisuperficie dal DBTR Lombardia (costruito, come è noto in base a rilievi aerei e dati catastali) e tale risultante anche nel SIT Prov. CR è pari a circa 80 mila mq (v. www.geoportale.regione.lombardia.it e www.atlanteambientale.it) L’area dell’aviosuperficie Puntovolo Torlino ora e di fatto destinata a infrastruttura aereonautica, nella programmazione territoriale e urbanistica o della provincia di CR (PTCP , approvato 23/12//2013) è classificata  come <ambito agricolo strategico> e <Plis dei fontanili> (www.atlanteambientale.it ) o del comune di Torlino Vimercati (PGT approvato il 20/12/2010, pubblicato sul BURL n. 21 del 25/5/2011)  è classificata, come tutto il territorio non urbanizzato del comune inserito nel Plis dei fontanili, come <area agricola>/<servizio di livello sovracomunale esistente>/<area a verde>/<area di valore paesaggistico ambientale>, ex punto 4 Relazione Tecnica e art.25 Norme Tecniche di Attuazione del Piano delle Regole, approvato il 20/12/2010, pubblicato sul BURL n. 21 del 25/5/2011 (www.geoportale.regione.lombardia.it )
 non risulta agli scriventi alcun  procedimento autorizzativo della trasformazione della summenzionata <area di valore paesaggistico ambientale/ambito agricolo strategico>  a <infrastruttura aereonautica/aviosuperficie>, pertanto
LA REALIZZAZIONE DELL’AVIOSUPERFICIE PUNTOVOLO TORLINO È AVVENUTA IN VIOLAZIONE DEL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI IN MATERIA EDILIZIA E DELLA LEGGE REGIONALE 2 FEBBRAIO 2010, N. 5 IN QUANTO NON SOTTOPOSTA A VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ A V.I.A. Si segnala inoltre che
Sull’area dell’aviosuperficie PuntovoloTorlino insistono 3 <corpi edificati> (v. DBTR, strato “ingombro al suolo dei corpi edificati, geoportale Regione Lombardia www.geoportale.regione.lombardia.it), ovvero edifici, definiti come “costruzioni stabili” e tali da intendere  la definitiva permanenza dell’edificio nel luogo in cui è
                                         posto per sua espressa destinazione, di guisa che non possa rimuoversi, per trasportarlo da un luogo all’altro senza scomporlo almeno in parte, rompendo o distruggendo le aderenze che lo tengo stabilmente avvinto al suolo (Regione Lombardia, Territorio e Urbanistica, Aggiornamento del database topografico, FLUTE, Flusso topografico edifici, 12/12/2011, p.33) che sono in contrasto con le previsioni degli strumenti urbanistici comunali,, approvati il  il 5-9-2005 (Variante PRG) e il 20/12/2010, pubblicato sul BURL n. 21 del 25/5/2011 (PGT vigente), i quali, rispettivamente all’art.33 bis e art. 24  “ ZONA AS” delle NTA del Piano delle Regole, ugualmente  prevedono solo la possibilità di <realizzare strutture  con sistemi costruttivi prefabbricati di semplice rimozione onde consentire, in futuro, un eventuale reversibilità delle superfici edificate>

Si segnala infine che
Tanto l’ infrastruttura aereonautica/aviosupeficie, quanto la precedente (v. Variante PRG- Comune di Torlino Vimercati, approvata il 2005) destinazione a campo di volo VDS e campo da golf, confliggeva e tuttora contrasta con la programmazione territoriale e urbanistica della provincia di Cremona la quale, con il PTCP con variante approvata il  23/12//2013 e tuttora vigente, ha confermato la collocazione dell’area  all’interno degli  <ambiti agricoli strategici> (variante PTCP 8/4/2009), dopo averne negato , in data 10/5/2011, prot. 54180,  al Comune di Torlino Vimercati lo stralcio, richiesto in data 26/1/2011, prot. 234.

lunedì 19 giugno 2017

Il suolo sopra tutto

Venerdì 23 Giugno alle ore 18 presso SpazioComune – Comune di Cremona incontreremo Paolo Pileri urbanista e paesaggista, autore del libro IL SUOLO SOPRA TUTTOscritto a quattro mani con Matilde Casa, sindaco di Lauriano (TO), rea di aver trasformato un terreno edificabile in agricolo, impedendo la costruzione di quaranta belle villette.
“Chi difende un prato salva tutto il suolo”: un libro per la terra.
“Non lo fa nessuno”: questo si sentiva dire Matilde Casa, sindaco di Lauriano (TO), quando proponeva qualcosa di innovativo per il suo piccolo Comune.
Poi un giorno arrivano la querela e il rinvio a giudizio. La sua colpa? Aver impedito la costruzione di “quaranta belle villette”, trasformando un terreno edificabile in agricolo. Una vicenda incredibile che avrà un “lieto fine” ma che suscita molte (e amare) riflessioni.
Il libro – un lavoro a più mani – parte proprio da questa storia.
Matilde Casa racconta la propria difficile esperienza nel suo aspetto giudiziario e umano e la “solitudine amministrativa” che ha vissuto.
Paolo Pileri, urbanista e militante del suolo, affronta il tema della cronica “disgiunzione” italiana tra politica e saperi esperti, la cui vittima designata è proprio il suolo.
Per tentare infine una sintesi. Come ricongiungere l’elaborazione accademica sul tema alle scelte delle pubbliche amministrazioni?
Le proposte finali che ne scaturiscono sono tanto radicali quanto chiare: forgiare una cultura ambientale e civica nelle scuole, all’università, nella formazione politica; invitare i piccoli Comuni a cooperare; restituire allo Stato – perché centrale – la responsabilità sui temi legati al suolo; pungolare il legislatore perché adotti gli strumenti più efficaci a difendere i terreni dal cemento.
Matilde Casa
Sindaco di Lauriano (TO) dove guida una giunta al femminile ma per professione si occupa di agricoltura. È stata processata (e assolta) per aver “trasformato” un terreno edificabile in suolo agricolo. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Ambientalista dell’Anno di Legambiente.
Paolo Pileri
Mentore del suolo. È professore ordinario di pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano. Tiene corsi nella Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni e nella Scuola di Ingegneria Civile, Ambientale e Territoriale. È membro di gruppi di ricerca nazionali e internazionali e consulente scientifico di ministeri, enti pubblici, fondazioni e amministrazioni locali. Il suo ambito di ricerca è da sempre l’inclusione del tema del suolo e delle questioni ambientali, ecologiche, agricole e paesaggistiche nella pianificazione territoriale e nella disciplina urbanistica. È ideatore e responsabile scientifico del progetto VENTO (progetto.vento.polimi.it)), la dorsale cicloturistica tra Venezia e Torino lungo il fiume Po. È autore di oltre 150 pubblicazioni tra articoli e libri sulla pianificazione urbanistica e ambientale e la mobilità sostenibile. http://www.researchgate.net/profile/Paolo_Pileri

lunedì 29 maggio 2017

No all'approvazione del CETA - Stop TTIP Italia si mobilita per l'arrivo di Trudeau



Il presidente canadese sarà martedì a Roma per promuovere il CETA. La società civile lancia una mobilitazione sul web per chiedere al Parlamento di respingere l’accordo UE-Canada dannoso per l’ambiente e l’economia.

ROMA, 29 MAGGIO 2017 – Una valanga di tweet sul Parlamento per chiedere un NO fermo alla ratifica del CETA, l’accordo UE-Canada gemello del TTIP. È il programma di martedì 30 marzo, quando dalle 10 il presidente canadese Justin Trudeau sarà ospite alla Camera di un convegno sulle migrazioni. Per quell’ora gli attivisti della Campagna Stop TTIP Italia, insieme ai sindacati e alle organizzazioni ambientaliste, daranno vita ad un tweetstorm sul web per chiedere a deputati e senatori di prendere una posizione contraria al CETA [Ecco come partecipare].

«Il premier Trudeau viene a vendere ai nostri parlamentari un accordo tossico – dichiara Monica di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP – Chi ne ha letto tutte le 1600 pagine sa bene che al suo interno vi sono gravi rischi per l’agricoltura, il Made in Italy, i servizi pubblici, l’ambiente e l’occupazione. Il CETA, come il TTIP, è un trattato che fa della deregolamentazione obiettivo centrale: un approccio che mette il business di poche grandi imprese davanti ai diritti dei lavoratori e alla qualità dei prodotti».

L’appello è dunque ai parlamentari che, spiega Di Sisto «sono chiamati ad esprimere un giudizio determinante su questo accordo, negoziato nelle segrete stanze e poi venduto come un pacchetto chiuso e non emendabile. Di fronte alle modalità di negoziazione non trasparenti e ai rischi concreti presenti nel testo, ci aspettiamo che al momento del voto prevalga un chiaro NO al CETA. In caso contrario, le prossime elezioni saranno una Caporetto per chi avrà sostenuto accordi che violano l’interesse pubblico».

«Non sono riusciti con il TTIP, fermato dalla mobilitazione popolare, e ci provano con il CETA - aggiunge Marco Bersani, tra i coordinatori di Stop TTIP Italia - Diritti, beni comuni, servizi pubblici e agricoltura di qualità non sono in vedita. I parlamentari sappiano che il loro compito è rappresentare l'interesse generale e non quello delle multinazionali. Non rinunciamo alla democrazia».

«La visita di Trudeau in Italia poteva essere l'occasione per aprire un dibattito istituzionale sul CETA - dichiara Elena Mazzoni, tra i coordinatori di Stop TTIP Italia - Un dibattito che coinvolgesse gli stakeholders finora esclusi: associazioni, sindacati, movimenti e cittadini. Invece è un'altra occasione mancata e si profila la probabile ratifica del Trattato senza una discussione democratica e plurale. Per questo la Campagna italiana continuerà nel suo costante lavoro di informazione e pressione insieme ai cittadini».

Campagna Stop TTIP Italia

Web – www.stop-ttip-italia.net |

giovedì 11 maggio 2017

Casalmaggiore: firma per vietare il glifosato

Sabato 13 Maggio dalle 9 alle 12:30 in Piazza Garibaldi a Casalmaggiore si terrà la raccolta di firme per vietare l'utilizzo del glifosato.

FIRMA PER VIETARE IL GLIFOSATO - Iniziativa dei cittadini europei (ICE): vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici
Si invita la Commissione europea a proporre agli Stati membri l'introduzione di un divieto di utilizzare glifosato, a riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori al livello dell'UE per quanto riguarda l'uso dei pesticidi.

Vietare gli erbicidi a base di glifosato, una sostanza messa in relazione con il cancro negli esseri umani e con il degrado degli ecosistemi; garantire che la valutazione scientifica dei pesticidi per l'approvazione regolamentare dell'UE si basi unicamente su studi pubblicati, che siano commissionati dalle autorità pubbliche competenti anziché l'industria dei pesticidi; fissare obiettivi di riduzione obbligatori per l'uso dei pesticidi al livello dell'UE, in vista di un futuro senza pesticidi.

domenica 23 aprile 2017

Inerti


Venerdì 28 Aprile alle ore 18 presso la libreria del Convegno si terrà l’incontro con Barbara Giangravè, autrice del romanzo Inerti.
Licenziata dall’azienda per cui lavora, la trentenne Gioia lascia Palermo ,e si trasferisce nel paese di provincia dei defunti genitori. L’incontro con il suo vecchio amico Fabio, malato di tumore, la costringe a prendere atto di quanto il cancro sia diffuso, in misura anomala, nel paese. Inizia così la ricerca delle prove di un traffico illecito di rifiuti di cui tutti parlano, ma solo a mezza bocca. A questo si affiancano i ricordi e i traumi della vita familiare della protagonista.
Il romanzo, nella sua finzione narrativa, nasce dal materiale raccolto dall’autrice per un’inchiesta su presunti intombamenti in Sicilia, incoraggiata dalle dichiarazioni che il pentito di camorra Carmine Schiavone le ha rilasciato un anno prima di morire.

Barbara Giangravè è nata a Palermo nel 1982. Laureata in Scienze della Comunicazione, giornalista professionista dal 2006, ha lavorato per agenzie informative, testate giornalistiche online, uffici stampa. È stata insignita nel 2011 del titolo di Inspiring Woman of Italy per gli anni del suo attivismo antimafia. Ha viaggiato in Europa, America e Asia.

Evento in collaborazione con:
Filiera Corta Solidale
Legambiente - Circolo Vedo Verde Cremona
Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori - Coord. Cremonese, Cremasco, Casalasco

mercoledì 12 aprile 2017

VenTo bici tour 2017



Inoltriamo la comunicazione ricevuta dallo staff di VenTo.


Carissimi Amici

dopo neanche un anno VENTO Bici tour torna ai nastri di partenza dal 2 all'11 giugno da Venezia a Torino ma con una grande novità.
Due weekend di pedalata collettiva: dal 2 al 4 giugno da Venezia a San Benedetto Po, dal 9 all' 11 giugno da Pavia a Torino, aperti a tutti, esperti e meno esperti, giovani e meno giovani! Per la prima volta, e solo per pochi giorni, sarà possibile pedalare lungo il tracciato di VENTO in sicurezza. 
La quinta edizione di VENTO Bici Tour 2017 offre la possibilità di vivere un viaggio in bici pieno di sorrisi, cultura, condivisione. Un viaggio per assaporare l’atmosfera unica delle regioni attraversate dal Po.

Durante le pedalate collettive sono previsti servizi di assistenza, eventi, degustazioni: non pedalerai mai da solo, e tu, i tuoi amici e la tua famiglia potrete vivere appieno l'esperienza di un viaggio in bicicletta. Perchè praticare il cicloturismo sarà possibile anche nel nostro Paese, nelle sue aree interne. E per ora un assaggio di quello che sarà.
Info e iscrizioni su www.progetto.vento.polimi.it/bicitour2017.html

Affrettatevi ai primi 100 iscritti la maglietta di VENTO in omaggio!
PEDALIAMO ASSIEME PER RICUCIRE LA BELLEZZA 
e mercoledì 7 giugno, a Cremona, non perdetevi il VENTO day. 
Un caro saluto
il team di ricerca VENTO

Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano

Via Bonardi, 3 - 20133 Milano | Tel. 02.2399.5496
www.progetto.vento.polimi.it

lunedì 3 aprile 2017

Salvi-amo Ronco Campo Canneto

In allegato si trasmette l’appello Salvi-amo Ronco Campo Canneto,
 
Il successo di questa iniziativa dipenderà dal consenso che insieme riusciremo a creare attorno ad essa!
 
Vi invitiamo a condividere, sostenere e diffondere questo appello e a partecipare
Attivamente a tutte le iniziative di sostegno che verranno organizzate.
 
Contiamo sulla vostra collaborazione e sostegno.




Salviamo Ronco Campo Canneto dalla Tibre: Parco e Corridoio Verde

L’appello viene inviato a:
Al Sig. Sindaco del Comune di Sissa Trecasali
Al Presidente della Provincia
Al Delegato ai Trasporti della Provincia di Parma
Al Presidente della Regione Emilia Romagna
All’Assessore ai Trasporti della Regione Emilia Romagna
Al Prefetto di Parma
Deputati, senatori, consiglieri regionali

Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dei Trasporti
Al  Ministro dell’Ambiente

Diffuso sui mezzi d’informazione

In località Ronco Campo Canneto (PR) i lavori di realizzazione del raccordo autostradale Tirreno Brennero, primo stralcio da Fontevivo a Trecasali proseguono in assenza di ogni informazione ai cittadini, dovuta ai sensi della Convenzione di Aarhus ratificata con la legge n. 108 del 2001.

I residenti devono sopportare i gravi disagi connessi alla realizzazione dell’opera (in data 17 febbraio 2017 a seguito di un danneggiamento della rete di distribuzione del gas metano ben 200 famiglie di Ronco Campo Canneto sono rimaste per circa 6 ore senza riscaldamento e senza acqua calda) e nessuno ha ritenuto di porre le scuse per quanto accaduto, né ha previsto forme di risarcimento. Strada Cremonese è stata inclusa per un tratto nell’area del cantiere e deviata con prevedibili severe ricadute sulla circolazione stradale. Rumore e inquinamento sono in aumento con conseguenze sulla salute dei residenti nel totale silenzio dei diversi enti preposti, il futuro di specie protette e delle produzioni tipiche è a rischio. Nessuna idea di mitigare realmente il gravissimo e inutile danno!

Il Comitato si rivolge alle SS.VV. affinché si proceda ad una precisa informazione ai cittadini e si promuova  un’opera essenziale per cercare almeno di mitigare i danni dell’autostrada visto che l’assurdo tracciato autorizzato  lambisce l’abitato di Ronco Campo Canneto:
la costruzione di un corridoio verde e di un parco nell'area a sud dell'abitato di Ronco e l'autostrada. Un'area che adeguatamente strutturata potrebbe essere di collegamento con la ciclotaro da un lato e i fontanili dall'altro. L'alberatura proteggerebbe il paese dalle polveri e dall'inquinamento e potrebbe essere la sede per la nidificazione di specie protette.
Chiediamo alle Autorità di mostrare attenzione e sensibilità affinché la soluzione proposta possa essere progettata, finanziata ed attuata. Restiamo in attesa di un riscontro.

Il Comitato per la Tutela del territorio di Sissa Trecasali
Gianni Bertoncin, Mirco Moroni, Pietro Pellegrini, Cesare Vacchelli, Elisa Violante
Trecasali, 2 aprile 2017

Referente: Gianni Bertoncin ctt.trecasali@libero.it; tel . 347 0363268

martedì 21 marzo 2017

In marcia per l'Europa

Gentili amiche e cari amici,
l’appuntamento della manifestazione di Roma si avvicina. In questi giorni, l’attenzione nei confronti della Marcia per l’Europa sta continuando a crescere: arrivano quotidianamente nuove adesioni di personalità e di associazioni, e la stampa parla diffusamente della presenza federalista il 25 marzo a Roma, e della sfida, in nome dell’Europa, ai nazionalisti che lanceremo in quell’occasione.
Per la stampa, basti pensare a Le Monde o alla BBC, e in Italia agli articoli apparsi su Repubblica, su La Stampa, sull’Huffington Post, sul Gruppo Espresso, anche in moltissimi giornali locali; e anche in vista della Convenzione e della Marcia sia Radio24, sia la La7, sia Sky, sia Radio3 Mondo hanno garantito la copertura degli eventi.
Per quanto riguarda le adesioni di altre associazioni su scala europea sono ormai più di 70  e tutte si sono impegnate a mobilitare i loro contatti per la Marcia! Vedi qui sotto!
Ti aspettiamo a ROMA!!

lunedì 20 marzo 2017

Salva il suolo a Piadena



A Piadena il 21 ed il 28 Marzo, in occasione del mercato settimanale del martedì, tra le 9:30 e le 12, verranno raccolte le firme a sostegno della campagna People 4 Soil.

#People4Soil è un'Iniziativa dei Cittadini Europei sostenuta da più di 400 associazioni. Chiediamo un quadro legislativo che tuteli i suoli europei dall'eccessiva cementificazione, dalla contaminazione, dall'erosione, dalla perdita di materia organica e dalla perdita di biodiversità. Serve la carta d'identità o il passaporto. In alternativa puoi firmare online qui: https://salvailsuolo.it

giovedì 16 febbraio 2017

Alexander Langer: una buona politica per riparare il mondo

con/vers/azione con:
Marzio Marzorati vicepresidente Legambiente Lombardia
Luigi Lusenti dirigente Arci Lombardia
Fiorello Cortiana, ambientalista ex Parlamentare dei Verdi
Rosita Viola Assessora Comune di Cremona, Cooperante Internazionale

Alex Langer, giornalista, traduttore, insegnante, figura di spicco del movimento pacifista e ambientalista, fu tra i fondatori del partito dei Verdi italiani e uno dei leader del movimento verde europeo. È stato promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani, contro la manipolazione genetica e per la difesa dell'ambiente. Langer dedicò negli ultimi anni della sua vita un particolare impegno alle ragioni della pace nei territori dell'ex-Jugoslavia, segnati dalla guerra.

Durante l'incontro sarà presentata la petizione "Salva il suolo" per chiedere all’Europa di sviluppare una legislazione specifica per salvare il suolo dal cemento, dall’inquinamento e dagli interessi speculativi.
Per questo motivo più di 400 organizzazioni si sono unite nella coalizione People4Soil che sta promuovendo un’iniziativa dei cittadini europei.

L'incontro è promosso da
Arci Cremona
Circolo VedoVerde di Legambiente Cremona
Tavola della Pace di Cremona

lunedì 6 febbraio 2017

Melotta: la sentenza del Consiglio di Stato



Comunicato stampa:

Pianalto di Romanengo: il Consiglio di Stato dà ragione agli ambientalisti e restituisce dignità e tutela al geosito.


WWF, FAI, Legambiente e Italia nostra incassano una nuova clamorosa vittoria nella tutela del territorio lombardo contro le speculazioni estrattive: il Consiglio di Stato, ha accolto il ricorso degli ecologisti, che nel 2013 avevano impugnato il Ptcp della Provincia di Cremona, reo di aver trasformato il Pianalto di Romanengo, detto anche Pianalto della Melotta,  in una gigantesca e banale cava di argilla.
Modificando artatamente la disciplina di tutela dei geositi, il PTCP apriva infatti la strada all'escavazione, richiesta dalla potente Cave Danesi s.p.a., a suo tempo rassicurata anche da una lettera dello stesso Formigoni, a ben 2.000.000 di metri cubi di argilla.
Un'assurdità.
La provincia di Cremona infatti in un primo tempo aveva riconosciuto il pregio geologico, naturalistico e paesaggistico di quest’area al punto da inserire, in una variante al proprio Piano Territoriale Provinciale di Coordinamento nel 2009, il Pianalto come emergenza più importante del territorio provinciale. Nel 2010 Regione Lombardia ha inserito nel proprio Piano Territoriale un articolo dedicato alla tutela dei geositi quali località, aree o territori dove sia possibile definire un interesse geologico e geomorfologico associabile a un valore scientifico, riconoscendo questa peculiarità al Pianalto della Melotta, che interessa quattro comuni della Provincia.
Tuttavia, nel 2012 la Provincia ha rivisto la sua posizione, modificando il Piano Territoriale di Coordinamento per consentire l’escavazione nell’area del Pianalto di Romanengo e ha avviato l’iter di revisione del Piano Cave, che in questo sito tanto prezioso ha inserito un’attività estrattiva, con la possibilità di prelevare, in prima battuta, fino a 2.000.000 mc di argilla. Da qui il ricorso delle quattro associazioni unite, appoggiato con convinzione dall'allora sindaco di Romanengo, Marco Cavalli.
Cambiata l'amministrazione comunale, il nuovo sindaco ha per prima cosa deciso di rinunciare al ricorso, schierandosi contro associazioni e tutela del territorio, e giungendo persino a sbandierare pochi giorni fa  la presunta disfatta del fronte ecologista e del predecessore.

La smentita arriva dallo stesso Consiglio di Stato, che, come dichiara l'avvocato Paola Brambilla, presidente del WWF Lombardia oltre che legale che ha patrocinato il ricorso, "ha reso una pronuncia che rende giustizia alla legittimazione delle


associazioni, all'importanza straordinaria di un monumento naturale unico per paesaggio, storia ed ecosistema, al punto da essere stato inserito nei siti di interesse comunitario dal 2000, proprio al centro di una procedura di infrazione per la scarsa tutela accordatagli dalle amministrazioni a dispetto del suo ruolo". 
L'Unione Europea l'ha infatti definito “l'ultima evidenza morfologica delle dinamiche geologico-strutturali che testimoniano l'avvenuta indentazione tra la catena alpina e la catena appenninica” e luogo fondamentale per la conservazione e la tutela della biodiversità sul continente europeo.
Importantissima pure l'unitarietà del fronte ambientalista, che ha riunito le sigle più importanti del panorama nazionale e delle sue articolazioni locali, che prima di affrontare il ricorso hanno promosso petizioni, convegni di studio e importanti approfondimenti della storia del sito, grazie all'aiuto del geologo Giovanni Bassi.
"Finalmente si conclude un'annosa vicenda che purtroppo è indicativa di una situazione diffusa in Lombardia: quella del consumo di suolo. È infatti evidente come il territorio sia esasperato da escavazioni e cementificazione, che devono essere fermate. Proprio per questo abbiamo promosso insieme a 400 associazioni europee la petizione People4Soil, una raccolta firme sul sito salvailsuolo.it per una direttiva europea a tutela del suolo come bene comune" dichiara Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia....
Estrema soddisfazione espressa anche da Stefania Licini, responsabile Legambiente Cremasco con Anna Galli, presidente del WWF Cremona, attive in questi anni con comunicati e petizioni per la tutela del sito.
Fai, che aveva lanciato un appello, per bocca del proprio capo Delegazione di Cremona Francesca Bottini dichiara: con tale sentenza, che "...dispone che il ricorso debba essere accolto e che gli atti impugnati debbano essere integralmente annullati" si fa giustizia di scelte amministrative inique, ma si apre un nuovo capitolo relativo alla tutela del paesaggio padano e di alcune sue singolari e irripetibili espressioni, che dovrà vedere le associazioni ricorrenti come interlocutori primari nel processo di nuova pianificazione del territorio provinciale cremonese, che riservi la necessaria e irrinunciabile attenzione alla tutela del patrimonio paesaggistico, naturale, storico e culturale del suo tessuto territoriale, in quanto patrimonio collettivo e fonte di conoscenza anche per le generazioni future”.

Il fronte ambientalista ora si aspetta il travolgimento anche del piano cave da poco approvato sulla base di queste fasulle previsioni, perché afferma il Consiglio di Stato che "Certamente, come è evidente a chiunque abbia volato sulla Pianura Lombarda


o anche solo guardato una mappa satellitare, la pressoché totale antropizzazione del territorio può indurre le amministrazioni a collocare le attività estrattive nei pochi ambiti territoriali naturali e paesaggisticamente scampati all’urbanizzazione sparsa del territorio, ma ciò non può esser considerato legittimo quando sovverte radicalmente gli indirizzi e le strategie dei piani sovraordinati".

Per info e contatti

Paola Brambilla cell 335/5885857 mail delegatolombardia@wwf.it
Barbara Meggetto Tel. 02 87386480 barbara.meggetto@legambientelombardia.it


Link alla decisione